domenica 19 settembre 2010

Dico giuro che venerdì 17 non è falsità / Paris

Vedo che tu di cagarmi neanche per l'anticamera dell'utero, rialzo la posta in gioco dimostrandoti come il venerdì 17 ha sortito i malefici effluvi sulle mie povere fattezze grassocce.

ti do' due dritte per il futuro prossimo, sopratutto per i venerdì 13 o 17 chessiano, tenendotele buone anche per le feste comandate e matrimoni.

1) non assicurarti il date più hot della settimana per tal giorno
2) non mangiare ne uova, ne verdure, anzi evita di cenare se puoi
3) non bere due taniche di caffé per sembrare brillante
4) NON PRENDERE FREDDO.

sennò potrebbe accaderti questo:

Ero così felice e spensierato nel vedere il biondo più bono dell'11eme arrondissement giunto sotto le mie mani che ho pensato bene di agghindarmi a festa; un po' troietta da combattimento appostata al Mono misto CandyCandy smile.
il vangelo della brava "finocchia" ( come mi chiama il mio coinquilino brasiliano) dice di non far mai mancare il labbro umido e lo sguardo da cerbiatto in ogni occasione, cosa che ho moltipicato x10.

arrivo, scende a prendermi, poi, 8 PIANI SENZA ASCENZORE indi sudata pazzesca coca cola required. "bim bum bam, ma come parli bene francese (eeeeeh) come sei carino (nabellezza) limone audace e zam nel letto.

non mi dilungo a raccontare i particolari, nel senso, non è dove voglio arrivare a parare, e non sono MELISSA P. quella è una stronza erotomane che si tocca con le carote, non voglio farti drizzare i pelazzi orrendi che hai sulla schiena e che non arrivi a togliere con la pinzetta quindi skippo direttamente al momento post coitum. mi chiede di rimanere a dormire.

nudini nel letto cip e ciop non ti puoi addormentare con la finestra aperta sopra di me. io ne soffro. sei avvinghiato a me e la mia pancia gorgoglia.

Brbbrbrboboboblboblbolboboo

boo boboo. bom.

(mi sento un po' Palazzeschi ma dovevo rendere l'onomatopea)

Mi alzo, gli dico che ho freddo, gli chiedo gentilmente una tisana che mi prepara ma non fa in tempo a bollire l'acqua che sono girato a vomitare nella sua "toilette", quel piccolo stanzino di un metro quadro con un buco che non ha nemmeno la dignità di essere chiamato cesso.

assalito dalla disperazione tra un conato e l'altro mi giro verso di lui gridando: " TI PREGO VATTENE, NON VOGLIO CHE TU MI VEDA COSì" (ho tirato fuori il meglio di quello che ho imparato nelle drama series) ma il bagno è talmente piccolo che non riesco neanche a chiudermi dentro.

finito tutto quello che potevo finire (da sopra) bevo la tisana e mi rimetto a letto.
mi sento gelare i piedi, le gambe ho freddissimo ma lui non percepisce questo mio grande malessere, fin quando non sente qualcosa borbottare

Brbbrbrboboboblboblbolboboo

boo boboo. bom.

alchè mi alzo con un geniale e poco credibile "j'ai soif" mi avvicino al lavandino in cucina e faccio scorrere dell'acqua, mi siedo su quel cesso maledetto sperando che non mi senta.



Mi sono alzato tre volte quella notte a compiere il malaugurato rituale al dio minore Venerdì17.
Ho usato quel che rimaneva della mia dignità come carta igenica perchè non potevo chiederne altra.

Se non sai a che santo votarti, fai un pensiero a Sant'Eustachio martire, invocato nelle patologie intestinali e quindi grande soccorritore delle passive. qui a Parigi c'è una bellissima chiesa in suo onore, domani vado a fare un'offerta per le varie ed eventuali future.

ps. #4 !!

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